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6 consigli (+1) per rapportarsi con il datore di un lavoro stagionale

01. Il lavoro è un mercato, ma non segue solo le sue regole.

Il lavoro è un mercato, eppure il prezzo di un lavoratore non è definito esclusivamente dalla domanda e dall’offerta, bensì anche dall’organizzazione e dal potere economico di chi offre (in questo caso te) e di chi acquista (il datore) il lavoro.


Se infatti il mercato del lavoro offre al datore dei lavoratori che fissano il proprio stipendio a 6€ l’ora, ed altri invece a 10, sarà largamente più conveniente per il datore assumere il lavoratore da 6€ l’ora: ciò produrrà una concorrenza tra lavoratori al salario più basso, allo screditarsi e al sottomettersi alla paga più misera pur di ottenere un lavoro.


Questa concorrenza però danneggia solo i lavoratori stessi, favorendo i datori i quali, senza nessuno sforzo, si ritrovano una quantità larghissima di lavoratori a basso prezzo.


L’unica soluzione a questa concorrenza spietata è l’organizzazione tra i lavoratori stessi, per imporre ai datori un salario unico, equo, e che non crei una concorrenza al ribasso del prezzo del lavoro, ma che inverta la freccia verso l’alto.


02. Un salario più equo è legittimo.

In quanto lavoratori non ci è tenuto sapere (o suppore) il conto in banca del nostro datore o la sua situazione economica, come lui non sarà tenuto a sapere la nostra situazione. La sua posizione economica non deve metterti nella condizione di accettare un salario più basso o di richiederne uno più alto, come la tua posizione economica d’altronde non dovrà essere una variabile che il datore di lavoro prenderà in considerazione.

Il conto in banca di ognuno non determina la legittimità della lotta ad un salario più equo.


Mostrarsi fin da subito alla pari, con rispetto e serietà, definirà il rapporto paritario che dovrà intercorrere tra di voi.

Ricorda sempre che se stai contrattando un prezzo è perché avete bisogno l’uno dell’altro: come lui può dirti di no e trovare un altro lavoratore, devi far comprendere che anche tu puoi trovare un altro datore, tieni a mente questo per far sì che non si ponga prima di tutto in una posizione dominante nei tuoi confronti.


03. Non avere paura del datore di lavoro.

Se ti sei sentito in soggezione per età, esperienza o altro, prova a comunicarglielo (se ne hai modo, anche con un messaggio whatsapp).

Una comunicazione chiara e decisa con il proprio datore è fondamentale per poter vivere il tuo lavoro più tranquillamente e per chiarire la tua paga.


04. Attento alle gentilezze

Non cedere ai favori e alla gentilezza di alcuni datori di lavoro, va apprezzata la bontà, ma va barattata con un equo salario.

Spesso, le gentilezze di alcuni datori di lavoro si trasformano al momento giusto in un ricatto per abbassare il salario.

Non cedere e non scaldarti, ringrazia le gentilezze ricevute e mostrati pronto a farne a meno in cambio di un più giusto salario.

Una gentilezza non è tale se usata come ricatto, è solo un favore con gli interessi.


05. L’esperienza ha il suo valore, ma anche tu.

Il lavoro per cui tu ti vendi è lavoro, che tu abbia o no l‘esperienza adeguata per svolgerlo.

Se un datore di lavoro si prende l’impegno di assumere un lavoratore senza esperienza deve assumersi il rischio (imprenditoriale) di questa azione, guidandoti eventualmente affinché tu possa riuscire in quella determinata mansione. Il lavoro è lavoro sempre, a qualunque livello di preparazione.


06. Sii realista.

Il mercato del lavoro purtroppo è quello che è: più di vent’anni di governi liberisti e sindacati accondiscendenti ci hanno portato a questo, ciò che ci resta è la riorganizzazione e, soprattutto, la coscienza di ognuno di noi.

Se inizialmente il datore di lavoro ti offre l’equivalente di 3€ l’ora, è irrealistico pensare che arriverà a darti 10€ nelle migliori delle ipotesi.

Ricorda la tua posizione paritaria nei suoi confronti e, senza farlo sentire in difficoltà, offrigli una proposta a metà tra un salario minimo e la tua proposta.


Intendiamoci, se il minimo è 10€, 7€ l’ora sono pochi, non ti stiamo dicendo di accettate una cifra solo perché il mercato del lavoro è quello che è, ma sta a te valutare la situazione ed eventualmente chiedere 10€ l’ora o più.

Quello che noi ti consigliamo però è, ora come ora, di procedere a piccoli passi: fin quando ci saranno lavoratori che accetteranno 3, 4 o 5€ l’ora, sarà difficile arrivare ad un salario minimo.


+1. Il lavoro è sfruttamento

Resta comunque cosciente del fatto che il lavoro salariato è di per sé sfruttamento, e che non riceverai mai una giusta retribuzione equivalente all’effettiva ricchezza che tu hai prodotto, ne abbiamo parlato in modo più approfondito nell’articolo “perché tutti i lavoratori sono sfruttati”, dagli un’occhiata.


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