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Come scoppierà la prossima Guerra

Il dopoguerra e la Guerra Fredda

Per comprendere i giorni nostri abbiamo bisogno di un’analisi storica, dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi.

Le premesse che all’epoca portarono poi alla seconda guerra mondiale sono facilmente individuabili, e hanno come risultato l’aggressione tedesca alla polonia.

Ma oggi, unendo i dati a nostra disposizione, saremo in grado di anticipare la prossima guerra?


Dopo la seconda guerra mondiale erano rimaste solo due grandi potenze, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.

Questa, come le altre nazioni europee uscirono fortemente indebolite dal conflitto, e questo fece crescere la preoccupazione per una possibile invasione dell’URSS e per l’aumento della sua influenza in Europa.

Per proteggersi da ciò, gli Stati Uniti formarono un’alleanza collettiva con altre 11 nazioni, l’OTAN, L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, conosciuta principalmente come NATO.

L’accordo era semplice: un attacco armato contro uno o più membri in Europa o nell'America settentrionale sarebbe stato considerato come un attacco diretto contro tutti i membri, chiamandoli quindi a fornire il loro aiuto.

Ma la realtà era ben diversa: gli Stati Uniti uscirono dal conflitto in una posizione ben più vantaggiosa dell'Europa, lontani dalla guerra e dalla distruzione che si era abbattuta sul continente, permettendogli di essere l'economia dominante all'interno del patto.

Inoltre gli Stati Uniti avevano un contingente ben maggiore rispetto agli altri membri della NATO, che invece ne possedevano uno debole, se non del tutto assente. Questo garantiva agli stati uniti un vantaggio militare non indifferente, che è stato utilizzato per allineare queste nazioni verso la politica estera nordamericana, portando molti membri a permettere la costruzione di basi statunitensi sul proprio territorio, dando così agli Stati Uniti una prima linea difensiva contro l’unione sovietica; ma gli USA videro pericoli anche altrove.


Nel 1948 la Nord Corea divenne una repubblica socialista, seguita poi dalla Cina nel 1949. Per questo motivo gli Stati Uniti firmarono delle singole alleanze con altre sei nazioni: Giappone, Sud Corea, Taiwan, Filippine, Australia e Nuova Zelanda,

circondando L'URSS da nazioni che, se attaccate, avrebbero chiamato in guerra gli Stati Uniti.

Questo sistema di alleanze però avrebbe funzionato solo se gli alleati come i nemici degli stati uniti avessero creduto alle loro garanzie ed ha funzionato.

I sovietici ci hanno creduto, la terza guerra mondiale non è mai scoppiata e gli stati uniti hanno vinto la guerra fredda.

 

La vittoria del Capitalismo

Tra il 1989 e il 1991 l’Unione Sovietica e gli altri paesi del blocco socialista crollarono.

Tralasciando per ora i motivi del crollo, è un fatto che gli Stati Uniti rimasero l’unica superpotenza, e senza la minaccia sovietica molti dei suoi alleati furono al sicuro da eventuali invasioni.

Sebbene la NATO si ritrovò senza più uno scopo preciso molti leader europei continuarono a premere per il mantenimento del patto atlantico, considerato fondamentale per proteggere gli interessi dell’occidente.






Nel 1999 la NATO integrò tre ex alleati sovietici:

la Polonia, la Repubblica Ceca e l’Ungheria. Allo stesso tempo iniziò ad intervenire al di fuori dei suoi confini con i bombardamenti alle forze serbe in Kosovo nel 1999, con il contributo all’invasione statunitense dell’Afghanistan dopo gli attentati dell’11 settembre, ed ha in parte contribuito alla guerra in Iraq.

Nel 2004 la NATO aggiunse altri 7 membri inclusi gli stati baltici.

La NATO ora confinava direttamente con la Russia.

A Mosca crebbe la preoccupazione per la rapida espansione verso est della NATO, e quando il patto iniziò a porre lo sguardo proprio verso Ucraina e Georgia, decise di agire.

Mosca aiutò movimenti indipendentisti filorussi in Georgia nel 2008 e in ucraina nel 2014 a seguito della rivoluzione dello stesso anno, annettendo prima la Crimea e fornendo poi supporto alle popolazioni russe del Donbass, la regioni più ad est dell’Ucraina.



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