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Cosa sta accadendo a Cuba?

Aggiornamento: 5 nov 2021

Nel 2019 decine di migliaia di bot Twitter hanno acclamato il colpo di stato in Bolivia sostenuto dagli Stati Uniti. Uno studio della Commissione interamericana sui diritti umani ha scoperto che sono stati creati 68.000 account Twitter falsi per sostenere il golpe al leader socialista democraticamente eletto, Evo Morales.

Poco dopo la loro creazione, Morales fu costretto all'esilio e l'amministrazione golpista non eletta prese il potere. In totale, i bot hanno twittato oltre 1 milione di volte dal 9 al 17 novembre 2019.


Oggi a Cuba sta accadendo qualcosa di simile.


Analizzando gli oltre due milioni di tweet con l'hashtag #SOSCuba scopriamo che il primo tweet chiedeva in sostanza aiuti umanitari all'isola per via della pandemia, con il supporto sui social di artisti e migliaia di account bot di recente creazione. Il tutto si è concluso con le mobilitazioni in strada ed è poi proseguito con la manipolazione di video e immagini per far credere che le manifestazioni fossero maggiori di quelle reali.


In questo caso specifico possiamo parlare di una vera e propria campagna di destabilizzazione atta a minare l'integrità dello stato cubano e la sua indipendenza, come abbiamo già visto inoltre accadere in altre nazioni sudamericane come la sopracitata Bolivia.


La campagna ha dunque avuto 3 fasi, sfruttando il fatto che il record di contagi e decessi per COVID è stato battuto per 3 giorni consecutivi, raggiungendo 31 decessi in un giorno, 9 dei quali nella provincia di Matanzas.

 

La prima fase è stata quella di lanciare la campagna con l'hashtag, denunciando il collasso del sistema sanitario a causa dei casi e dei decessi dovuti al covid, chiedendo aiuto attraverso account falsi e automatizzati che citavano massicciamente artisti da tutto il mondo, molti di questi hanno poi partecipato utilizzando l'hashtag e portandolo a diventare un trend mondiale.

 

La seconda fase è stata utilizzare i media, dicendo che decine di artisti hanno aderito a una campagna per chiedere un corridoio umanitario per salvare la situazione a Cuba, proprio come hanno cercato di fare in Venezuela.

Queste sono misure che normalmente si verificano solo durante i conflitti militari, e suona azzardato considerando che Cuba ha avuto un tasso di mortalità del virus tra i più bassi della sua area con meno di 2000 morti a fronte di 256.000 contagiati totali e 212.000 guariti.

 

La terza fase sono state le manifestazioni, in linea di massima di poche persone, ma che grazie all'Hashtag divenuto Trend mondiale hanno avuto una grandissima risonanza aiutando il movimento antigovernativo a crescere, di seguito una parte di coloro che hanno coordinato la campagna hanno spinto per richiedere un'invasione militare degli Stati Uniti.


Questa vera e propria campagna informatica non ha solo fomentato le proteste diffondendo menzogne e utilizzando account falsi, ma ha anche dato l'impressione all'esterno che tutto il popolo cubano sia unito contro il proprio governo mentre in realtà non è così.


Possiamo identificare in questo caso addirittura tre tipi di proteste svoltesi negli ultimi giorni:

Il primo tipo è quello che ormai conosciamo tutti, ossia generiche proteste antigovernative e filo statunitensi.

Il secondo tipo sono manifestazioni antigovernative ma marxiste, che si muovono quindi in dinamiche più pacifiche e puntano ad una crescita ed al progresso reale dell'isola.

Il terzo ed ultimo caso sono contromanifestazioni di tipo patriottico che si limitano invece a contrastare l'ingerenza statunitense nell'isola.

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