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I portuali di Genova denunciano Carri Armati su una nave Saudita.

I lavoratori del porto di Genova hanno smascherato ancora una volta il carico di morte della nave Saudita Bahri.


Si tratta di carri M1 Abrams già armati, prodotti in USA e diretti in chissà quale guerra a bordo come di consueto delle navi dell’azienda Bahri dell’Arabia Saudita. Sul ponte della stessa nave viaggiano in bella vista container pieni di munizioni e esplosivi.


Tutto ciò senza che ci sia mai alcun controllo delle autorità competenti (Prefettura, Autorità portuale, Capitaneria di porto) nei confronti di queste navi denunciate da 3 anni a questa parte dai lavoratori e dai movimenti pacifisti e antimilitaristi, istanze ripetute nella manifestazione del 2 aprile scorso e consegnate al Presidente del porto Signorini che non ha degnato di una risposta né la società civile e nemmeno i Vescovi di Genova e Savona che se ne sono fatti principali interpreti.


Gli unici controlli in porto sono diretti contro i lavoratori ai quali viene impedito di verificare la presenza e la destinazione di armi che essi non vogliono contribuire a fare circolare nel mondo, coscienti delle sofferenze e delle distruzioni che esse arrecano ai popoli già sfruttati dalle stesse potenze geopolitiche che quelle stesse armi producono e sulle quali lucrano.


Grazie al coraggio di alcuni lavoratori abbiamo queste immagini che chiediamo a tutti di diffondere inchiodando alle loro responsabilità morali e materiali gli interessi politici e economici che ne sono all’origine.



I lavoratori pretendono di lavorare per commerci di pace e non di guerre e gridano a gran voce — BASTA ARMI NEL PORTO DI GENOVA E IN TUTTI I PORTI. ACCENDIAMO I FARI DI PACE! —


Dai CALP di Genova:

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