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Il Lavoro a nero non è un favore.

Aggiornamento: 5 nov 2021

Il 14 maggio scorso, il noto chitarrista di Propaganda Live Roberto Angelini ha pubblicato un post su instagram in cui, mostrando il suo volto piangente denunciava un “tradimento”.

Il volto disperato del cantautore nel post instagram poi eliminato

Il tradimento in questione sarebbe stato quello di una sua "amica", che dopo aver fatto richiesta ad Angelini per lavorare in un suo ristorante, avrebbe in seguito denunciato il chitarrista per averla fatta lavorare a nero, procurando al ristorante una multa di 15mila euro.

Quello che viene fuori dal post è un ragionamento sempre più in voga negli ultimi anni (fra giovani e non, di ogni classe sociale), secondo il quale il lavoro è un privilegio concesso dal datore di lavoro, quasi a dimenticare che in realtà non sono i padroni a dare gli stipendi, ma i lavoratori a guadagnarseli.


Altro fatto a dir poco deludente è il grande supporto che ha ricevuto l’artista sui social, con oltre 40 mila like al post, e con i commenti delle varie celebrità che mostrano "compassione e solidarietà" al ristoratore.

Il giorno dopo, Angelini ha pubblicato un altro post, dove il suo volto è stavolta sorridente, e chiede scusa per aver procurato a questa sua "amica" una figura del genere, e rifiutava con magnaminità e modestia aiuti offerti dai suoi ammiratori. Nello stesso post, quasi per coincidenza, il chitarrista annuncia come se niente fosse l'uscita di un suo nuovo singolo.


Questo esempio di ipocrisia e vittimismo non è solo un caso isolato, ma è il vero volto della cultura del ricco:

il padrone che ostenta il suo "buon animo" offrendo lavoro a nero viene visto come un benefattore, mentre in realtà sta offrendo solo sfruttamento a discapito dei lavoratori.

In questo caso una celebrità, magari anche considerata "progressista" o "di sinistra", si trova tanto privilegiata da poter guadagnare sugli sfruttati e piangere sui suoi lucri, guadagnando la solidarietà e l'appoggio di chiunque, oltre che ingenti profitti economici.

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