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L'Unione Europea ha detto sì ai muri anti-migranti.

Aggiornamento: 24 ott 2021

La recente situazione in Afghanistan ha solo aumentato la paura dei profughi in europa che si andrebbero ad aggiungere ai migranti in arrivo da Siria, Iran, ed altre rotte dell’est.


Su questa paura 12 stati membri (Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia e Slovacchia) hanno firmato una lettera inviata direttamente a Bruxelles chiedono che la costruzione delle barriere anti-immigrati lungo i confini esterni venga finanziata con fondi europei.


La missiva non è apparsa poi così strana al tavolo del consiglio europeo a Lussemburgo, anzi, la Commissaria all’immigrazione dell’Unione Europea, Ylva Johansson, ha dichiarato:

“Abbiamo bisogno di rafforzare la protezione dei confini esterni e vedo che alcuni Paesi membri stanno facendo qualcosa. Non ho nulla contro di loro che stanno costruendo muri. Ma non si può fare con i fondi europei: sono gli Stati membri dell’Ue che hanno deciso di tagliarli sull’immigrazione”
La Commissaria all’immigrazione dell’Unione Europea, Ylva Johansson.
La Commissaria all’immigrazione dell’Unione Europea, Ylva Johansson.

Già all’epoca della politica dei “porti chiusi” e delle campagne anti-ong, quando Matteo Salvini era ministro dell’Interno, l’Ue aveva reagito molto timidamente, senza condannare l’operato del titolare del Viminale.


Ma dopotutto l’Unione Europea è stata creata con lo scopo di difendere gli interessi economici di una ristretta classe sociale, de è sempre stato questo il suo unico obbiettivo, non altro.

Non ci si può aspettare che un’organizzazione come l’UE faccia davvero gli interessi della collettività.

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