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La vera storia sul Donbass e l’Ucraina.

Aggiornamento: 29 giu

Premessa

Innanzitutto c’è da dire che l’Ucraina è una nazione giovanissima: ha festeggiato da poco il suo trentesimo compleanno dall’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991,, e per comprendere la storia e le dinamiche del conflitto dobbiamo partire proprio dalla nascita di quest’ultima.


La rivoluzione d’ottobre

Correva l’anno 1917 quando scoppiò quella che passò alla storia come “Rivoluzione d’Ottobre”.

Con la vittoria dei Bolscevichi verrà fondata l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

Questa si formò sulle ceneri del territorio dell’Impero Russo, e comprendeva tra queste anche la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

Tutte queste differenti nazioni formavano però una realtà unica sotto il socialismo.


Carestie

Le grandi carestie che colpirono il territorio dell’Unione Sovietica negli anni ‘30, legate quasi sicuramente ad una mala gestione della collettivizzazione delle terre, colpirono particolarmente il territorio Ucraino causando migliaia di vittime e contribuendo poi alla creazione di una sorta di identità nazionale Ucraina, fondata su un forte sentimento anti-russo.


OUN

Nel 1929 venne fondata inoltre l’Organizzazione dei nazionalisti Ucraini, un’organizzazione di ispirazione Fascista e razzista, che mirava all’indipendenza e alla creazione di una razza ucraina “pura”.

Per raggiungere l’indipendenza, i membri, utilizzavano la violenza, e il terrorismo contro quelli, che consideravano nemici interni, o esterni, in particolare Polonia, Cecoslovacchia e Unione, Sovietica, che controllavano il territorio abitato dagli Ucraini Etnici.


Seconda Guerra Mondiale

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale l’URSS annesse la Polonia orientale e alcune regioni Rumene che passarono alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.


Stefan Bandera e l’OUN

Con l’invasione nazista dell’URSS nel 1941, un Nazionalista Ucraino Stefan Bandera, fondò, durante l’occupazione nazista dell’Ucraina, l’ala militare dell’OUN, l’UPA.

In questo contesto, l’OUN sostenne inizialmente i piani espansionistici nazisti per ottenere l’indipendenza Ucraina, ma si rivoltò contro gli stessi nazisti quando fu chiaro che l’indipendenza Ucraina non rientrava nei piani del Terzo Reich.


Nonostante i contrasti con i Tedeschi, l’UPA e i Nazisti furono complici nel 1944 in Volinia, una regione con una forte, minoranza, polacca ed ebrea, dello sterminio della popolazione ebraica, e, indipendentemente, attuò una pulizia etnica contro, i polacchi: tra i 50.000, e i 100.000 polacchi persero la vita.


L’OUN nel contesto della guerra fredda.

Durante la Guerra fredda l'OUN fu segretamente sostenuta dalle agenzie di spionaggio occidentali, compresa la CIA, in chiave ant—sovietica.

Nel 54 questa organizzazione cessò di esistere grazie alle operazioni militari e le deportazioni dei suoi sostenitori da parte dei sovietici.

Inoltre, nello stesso anno, la Crimea verrà donata alla Repubblica Ucraina dalla Repubblica Russa su decreto di Nikita Krushev, questo dettaglio ci tornerà utile proprio 70 anni dopo, nel 2014.


Ma con la fine della seconda guerra mondiale si stavano già ponendo le basi per un conflitto, non dichiarato, tra due blocchi che divisero il mondo per quasi cinquant’anni.


La Guerra Fredda

Con la fine della seconda guerra mondiale restarono solo due grandi potenze, gli stati uniti e l’unione sovietica.

Le nazioni europee uscirono fortemente indebolite dal conflitto e questo fece crescere la preoccupazione per una possibile invasione sovietica e per l’aumento della sua influenza in Europa.


La NATO

Per proteggersi da ciò, gli stati uniti formarono un’alleanza collettiva con altre 11 nazioni l’OTAN L’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, conosciuta principalmente come NATO.

L’accordo era semplice: un attacco armato contro uno o più membri in Europa o nell'America settentrionale sarebbe stato considerato come un attacco, diretto, contro tutti i membri, chiamandoli quindi a fornire il loro aiuto.

Ma la realtà era ben diversa: gli stati uniti avevano un contingente ben maggiore rispetto agli altri membri della NATO che invece ne possedevano uno debole se non del tutto assente.

Questo garantiva agli stati uniti un vantaggio militare non indifferente, che fu utilizzato per allineare queste, nazioni verso la politica estera nordamericana. Ciò portò molti membri ad accettare le costruzione di basi statunitensi sul proprio territorio dando così agli stedsi una prima linea difensiva contro l’unione sovietica.

In risposta alla NATO, le nazioni dell’Europa Orientale a trazione socialista formarono il Patto di Varsvavia.

Il sistema di alleanze Statunitense, che garantiva una certa protezione dall’URSS, avrebbe funzionato solo se sia gli alleati, che i nemici degli stati uniti, avessero creduto alle garanzie statunitensi, ed ha funzionato.


I sovietici ci hanno creduto, la terza guerra mondiale non è mai scoppiata e gli stati uniti hanno vinto la guerra fredda.


La geopolitica Post-Sovieticva

Nel 1991 l’URSS si divise in 15, nazioni, Indipendenti, tra queste, vi era anche l’Ucraina.

Sebbene la guerra fredda fosse definitivamente terminata, la NATO continuava a diventare sempre più forte, estendendo il suo dominio verso EST integrando prima Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, poi Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia e tre nazioni conosciute come “stati baltici”, Estonia, Lettonia e Lituania.

Per la prima volta delle ex repubbliche sovietiche entravano a far parte della NATO, facendo confinare l’alleanza direttamente con la Russia.


Una legge storica ed internazionale ci insegna come una grande potenza non possa permettere un qualunque avamposto militare ai suoi confini o in prossimità di questi.

Un esempio emblematico può essere per esempio la crisi missilistica cubana.


Né gli Stati Uniti né tantomeno l’Unione Sovietica potevano permettersi che una nazione come Cuba (per gli USA) o come la Turchia e l’Italia (per l’URSS) ospittassero dei missili balistici considerati ostili.

In virtù di questa legge non scritta, la Russia non poteva permettere che ulteriori nazioni nei suoi confini entrassero a far parte dell’alleanza militare statunitense.


Le uniche tre ex nazioni sovietiche rimaste, che Mosca riconosce tuttora come parte della sua sfera d’influenza, divennero quindi Bielorussia, Ucraina e Georgia.


Dopo aver palesato l’idea di entrare nella NATO, la Georgia sperimentò nel 2008 l’intervento militare Russo sul proprio territorio mascherato in supporto dei separatisti filorussi in Abcasia e in Sud Ossezia, permettendo poi la costituzione delle due repubbliche indipendentiste delle rispettive regioni.


Dinamiche simili ma molto differenti alla Georgia le ritroveremo anche in Ucraina, nel 2014, dove i due contendenti, stati uniti e russia, si giocheranno la partita per il controllo della nazione che ha portato poi, dopo 8 anni, alla guerra su larga scala che noi tutti conosciamo.


L’Ucraina, dall’Indipendenza al 2014.

Dopo, l’Indipendenza, l’Ucraina fu governata principalmente da esecutivi che mantennero, nel corso degli anni, stretti legami con la russia.

Alle popolazioni russe del Donbass e della Crimea furono riconosciute una serie di autonomie, assieme all'uso e l'insegnamento della lingua russa.


Col passare degli anni però, si andò a delineare una sempre maggiore spaccatura tra la popolazione dell'Ucraina occidentale e quella orientale.


La parte più occidentale dell’Ucraina iniziò ad essere più incline all’unione europea, divenendo sempre più insofferente verso i governi amici della russia.


La parte Orientale d'altro canto, sebbene ugualmente insofferente verso la corruzione al potere, era più riluttante verso una svolta europeista e si considerava il motore trainante dell’economia ucraina.


Un esempio evidente di questa spaccatura sono proprio le elezioni presidenziali del 2010, le quali videro la vittoria di Viktor Yanukovich con soli 3.6 punti percentuali sull'avversaria europeista, Julia Tymoshenko.


Inoltre, la grave situazione economica dell’Ucraina vide un facile terreno per il sorgere della russofobia nell'Ucraina occidentale e dell'ucrainofobia nell'Ucraina orientale.


Nell'Ucraina occidentale si fece largo una narrazione fortemente nazionalista e identitaria, che faceva leva su tutti gli elementi che differenziano l'Ucraina dalla Russia, come la contrapposizione tra cattolicesimo e ortodossia, fino a riprendere elementi di propaganda risalenti all'Operazione Barbarossa con il Governo collaborazionista ucraino, contro l'Unione Sovietica. Ad Oriente invece si andava a sviluppare un Patriottismo sovietico figlio della storia delle regioni del donbass, cuore pulsante dell’industria sovietica.

C’è da considerare come questo, sia stato progressivamente ed evidentemente svuotato di ogni effettivo contenuto politico.

Per intenderci meglio, quella form di patriottismo sviluppatasi nell’est dell’Ucraina fa più riferimento ad un grande passato, del quale gli abitanti sono fieri, piuttosto che di un vero contenuto politico.


La spaccatura e l’Euromaidan

Nel 2013 l’allora presidente Ucraino Filo-Russo, Vikto Janukovich, sospese gli accordi di libero commercio con l’UE, avvicinandosi al corrispettivo russo dell’unione europea: questo cambio di prospettiva, fortemente filorussa, vide la reazione di migliaia di cittadini Ucraini, che bloccarono la capitale Kiev per mesi, con una protesta che prese il nome di Euromaidan.


Il cambio di regime che ne seguì costrinse, Janukovich alla fuga, portando all’instaurazione di un governo nazionalista fortemente anti russo e filo occidentale.

La presa del potere da parte dei nazionalisti comportò una furia iconoclasta simile a quella che avvenne nei paesi baltici in seguito al crollo dell’URSS:

Per esempio, i manifestanti anti russi abbatterono le statue di epoca sovietica, le amministrazioni cambiarono il nome dei luoghi pubblici che evocavano il passato sovietico e li sostituirono con i nomi dei collaborazionisti, un caso emblematico è proprio l'abbattimento delle statue di Lenin e la loro sostituzione con quelle del collaborazionista nazista Stepan Bandera.


In aggiunta a ciò, il partito comunista Ucraino fu bandito, e anche la festa nazionale venne modificata: non più il 9 maggio, Giornata della vittoria dell'URSS sul nazismo, ma il 24 agosto, Giornata dell'indipendenza ucraina dall'URSS.


Tutto ciò però non avvenne in Ucraina orientale, dove anzi qualsiasi tentativo in tal senso era fortemente osteggiato dalla popolazione locale, che iniziò a mobilitarsi per staccarsi dall'Ucraina.

La situazione per la comunità russa si faceva infatti sempre più difficile, le autonomie concesse dai governi precedenti vennero tutte revocate, l'insegnamento della lingua russa venne proibito e iniziarono a diffondersi episodi di grande violenza nei loro confronti, il più eclatante fu la Strage di Odessa del 2 maggio 2014, dove tra i 50 e i 150 Ucraini, Russofoni, o anche semplici militanti di Sinistra, vennero bru