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Stiamo davvero lottando contro il cambiamento climatico?

Aggiornamento: 24 ott 2021

Oggi centinaia di migliaia di persone sono scese in Piazza in Italia per “la giustizia climatica e sociale”.

Il movimento a chi facciamo riferimento è il Friday’s For Future, movimento che in Europa sembra avere analisi differenti dall’organizzazione ufficiale.


Prendendo in esempio il sito ufficiale del FFF possiamo leggere come l’analisi proposta dal movimento internazionale spiega:

La crisi climatica non esiste per caso. Altre crisi socio-economiche come come il razzismo, il sessismo, l'abilismo, le disuguaglianze di classe ed altre amplificano la crisi e viceversa. Non è solo un singolo problema, le nostre diverse lotte e liberazioni sono legate tra di loro. Siamo uniti nella nostra lotta per la giustizia climatica, ma dobbiamo anche riconoscere che non sperimentiamo gli stessi problemi; né li sperimentiamo allo stesso modo.
I PAC (In inglese MAPA, Most Affected Peoples and Areas - Popoli e Aree più Colpite) stanno vivendo i peggiori impatti della crisi climatica e non sono in grado di adattarsi. Questo avviene a causa delle élite del Nord Globale che hanno causato la distruzione delle terre dei MAPA attraverso il colonialismo, l’imperialismo, ingiustizie sistemiche e la loro l'avidità sfrenata che alla fine ha causato il riscaldamento del pianeta.
Come con il COVID, il clima, o con ogni altra crisi storica, i paesi sovrasfruttati ed emarginati della società sono stati lasciati sistematicamente indietro a badare loro stessi. Il tempo di unirsi alle masse e seguire la guida dei difensori ambientali e dei lavoratori è atteso da tempo. Le riparazioni al MAPA devono essere pagate per le ingiustizie storiche dell'élite più ricca, drastici tagli alle emissioni nel Nord del mondo, vaccini per tutti, cancellazione del debito e finanza climatica sono solo l'inizio di questi. Insieme lotteremo per un futuro giusto dove nessuno è lasciato indietro.
Le vittorie storiche dell'azione collettiva hanno dimostrato la necessità per i giovani di stare uniti alla lotta intergenerazionale per un migliore futuro per tutti; un futuro dove le persone e il pianeta hanno la priorità.”

Emerge un’analisi non totalmente sprovveduta, cosa che invece sembra accadere per il movimento Italiano.

Riscontriamo comunque una mancanza in testa al movimento in sé riguardante non tanto l’analisi quanto le proposte.

Vengono presentati 6 punti per cui si chiede, gentilmente e pacatamente, di smettere di investire in fonti di energia non rinnovabili e di fermare le violenze sistematiche nei confronti di tutti i popoli oppressi.


Qual è quindi il problema di queste richieste?

Per quanto belle e piene di speranza sono richieste che andranno a finire nel nulla.

Finché il sistema che ha generato le stesse dinamiche che combattiamo resterà in piedi non cambierà nulla. Chi prosegue i suoi interessi economici oggi, non cambierà obbiettivo un domani.

Lottiamo per la costruzione di una società differente, lottiamo per il futuro dell’umanità, per un cambio

di sistema immediato che garantisca a tutti una vita dignitosa, nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo.

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