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Storie da sotto l'impero.

Aggiornamento: 14 nov 2021

Prima parte

Il confine imperiale caraibico

Nel 1793 i Caraibi erano del tutto nelle mani delle potenze europee, principalmente Spagna, Inghilterra e Francia.

Lo schiavismo si era espanso per tutte le isole ed era la forma primaria di lavoro organizzato.

Sotto il dominio francese, l’isola di Santo-Domingo (l’attuale Repubblica Dominicana e Haiti) era la colonia più redditizia dei Caraibi.

Lo zucchero era la merce principale.


-La Rivoluzione Haitiana

Gli schiavi dell’isola di Santo-Domingo si liberarono e scatenarono una serie di ribellioni a partire dal 1791.

Già nel 1804 riuscirono a dar fine alla schiavitù e alla colonizzazione francese, diventando la sovrana nazione di Haiti.


-Migrazione verso Cuba

Alla ricerca di un rimpiazzo per il posto lasciato da Haiti come più grande produttore di zucchero del mondo, 27mila schiavisti e latifondisti francesi si diressero verso la colonia spagnola di Cuba.

L’isola iniziò ad essere popolata da piantagioni a larga scala e locomotive, risultando in una crescita esorbitante della schiavitù nella società cubana.


-Abolizione e Indipendenza

Cuba vide una crescita dell’impegno organizzato per abolire la schiavitù e ottenere l’indipendenza dalla Spagna:

1812 Ribellione di Aponte

1844 Ribellione di Triunvirato

Le guerre di indipendenza cubane iniziarono nel 1868 con El Grito De Yara e continuarono per i 30 anni successivi con:

La guerra dei dieci anni (1868-1878)

La piccola guerra (1879-1880)

La fine della schiavitù nel 1886

La guerra necessaria (1895-1898)


-La dottrina della Frutta Matura


“Punto su Cuba come la più interessante aggiunta che potrebbe essere mai fatta al nostro sistema di stati.” Thomas Jefferson, 3° presidente degli Stati Uniti d'America

Nel frattempo, gli Stati Uniti cercarono di ottenere controllo sulle nazioni confinanti la costa del golfo. Cuba era vista come un punto primario per gli scambi e i commerci, oltre che la chiave per potersi affermare come vera e propria potenza navale.


-La guerra Ispano-Americana

Nel 1898 le forze militari cubane stavano vincendo la guerra contro il dominio spagnolo, quando una nave americana esplose sulle coste di Cuba.

Ciò spinse gli Stati Uniti a dichiarare guerra all’Impero Spagnolo, concludendo lo stesso anno con il Trattato di Parigi, dove la Spagna diede agli USA il controllo di Cuba, Puerto Rico, le Filippine e Guam.

Gli Stati Uniti stabilirono un governo di transizione con mandato di 4 anni, conosciuto come il Primo Intervento Americano a Cuba fino al 1902.

Cuba in seguito divenne una repubblica, ma un'appendice imposta dagli USA, chiamata l’Emendamento Platt, avrebbe permesso a loro di intervenire politicamente e militarmente nell’isola se gli interessi americani fossero stati a rischio.


In modo schiacciante, il parlamento votò contro l'emendamento Platt.

Tuttavia, con la marina statunitense ancora attraccata nei porti dell’Avana e le truppe ancora in territorio cubano, gli Stati Uniti minacciarono di bombardare l’Avana fino a che il parlamento non accettò l’emendamento.

Sfruttarono questo testo nella Seconda Occupazione di Cuba dal 1906 al 1909, e ancora una volta nel 1912.

 

Parte seconda:

Una Repubblica Neo-Coloniale

Gli Stati Uniti si ritirarono da Cuba nel 1902, con la condizione che la nuova costituzione cubana includesse formalmente l’emendamento Platt, garantendo quindi agli USA il diritto di:

-Intervenire politicamente e militarmente se gli interessi statunitense fossero stati a rischio.

-Negare a Cuba la possibilità di commerciare con le altre nazioni, in particolare l’Europa.

-Richiedere a tempo indeterminato il controllo su parti di territorio cubano per stabilire porti e basi militari. Uno di questi centri, la Base Navale di Guantanamo, esistere ancora oggi.

Nel 1905, le società e i proprietari statunitensi detenevano il 60% delle terre rurali cubane e il 90% delle industrie di tabacco, ferro, rame, nichel, oltre che quelle ferroviarie e telecomunicative.


-La seconda occupazione di Cuba

Gli Stati Uniti intervennero nel paese una seconda volta nel 1906:

A seguito delle proteste contro il presidente Tomàs Estrada Palma, il governatore degli USA Charles Magoon assunse il controllo politico fino al 1909. Quando questa occupazione finì, il presidente divenne Josè Miguel Gomez.

A questo punto gli investimenti economici nell’isola raggiunsero i 150 milioni di dollari, che al giorno d’oggi equivalgono a più di 4 miliardi. Una cifra a quel tempo mai raggiunta per alcun investimento al di fuori del paese.

Nel 1908 dai veterani dell’Esercito Mambi e da ex schiavi africani venne fondato il Partito Indipendente di Colore.


-La terza occupazione di Cuba

Nel 1910 il presidente Gomez ordinò, con la legge Morua, la messa al bando del Partito Indipendente di Colore. I partiti politici basati sulla razza vennero infatti banditi per creare l’illusione di un’unità nazionale Cubana, quando in realtà i cubani bianchi erano privilegiati.

Il Partito Indipendente di Colore richiese direttamente aiuto agli Stati Uniti facendo leva su un articolo dell’emendamento Platt: “Gli USA proteggeranno la vita, le proprietà e le libertà individuali dei cittadini cubani.”

Il governo statunitense rifiutò di intervenire, portando alle proteste Afro-cubana del 1912.

Solo allora intervennero, e con lo scopo di proteggere le piantagioni di zucchero sull’isola occuparono Cuba per la terza volta e, assieme all’esercito cubano, uccisero una stima di 5000 persone.


-Gerardo Machado

Nel 1914 Cuba implementò una società a monocoltura per dare spazio allo zucchero e rispettare le richieste degli Stati Uniti durante la Prima Guerra Mondiale. Alla fine della guerra nel 1918, i mercati mondiali andarono in sovraofferta di zucchero e una crisi economica colpì Cuba.

Il presidente Gerardo Machado s’insediò al governo nel 1924, promettendo di liberare la classe imprenditrice dalla dipendenza statunitense e dall’industria dello zucchero. Prima della fine del mandato, Machado modificò la costituzione per rimanere al potere.

Con la Grande Depressione il mercato azionario americano crollò e centinaia di imprenditori migrarono a Cuba. Con l'aumento della tensione sociale, Machado represse i capi delle rivolte studentesche e sindacali, diventando sempre più oppressivo fino al golpe del 1933.


-Fulgencio Batista.

Fulgencio Batista divenne capo dell’esercito nel 1933 e con questo mezzo, ebbe difatti il controllo di Cuba. Con il supporto degli Stati Uniti, Batista rimase il burattinaio della politica cubana dietro ad una serie di corrotti presidenti-fantoccio.

Batista divenne ufficialmente presidente di Cuba dal 1940 al 1944 per poi ritirarsi in Florida (Daytona Beach) e ricandidarsi alle elezioni cubane nel 1952.

Quando realizzò di star perdendo, Batista organizzò un colpo di stato e si proclamò presidente della nazione, garantendo agli Stati Uniti il mantenimento dei monopoli sull’isola.


-Dalla caserma alla giungla

Il 26 Luglio, un gruppo di 135 ribelli lanciò un fallito assalto alla Caserma Moncada a Santiago di Cuba.

56 uomini vennero massacrati dall’esercito di Batista, 19 vennero assolti e i restanti ricevettero lunghe sentenze fino a che, 2 anni dopo, ricevettero l’amnistia. In diversi andarono in esilio in Messico.

82 membri del Movimento 26 Luglio ritornarono a Cuba a bordo della barca Granma e salparono per la Sierra Maestra. Là iniziarono ad imparare tecniche di guerriglia da zero.

L'imbarcazione Granma che trasportò gli 82 ribelli lanciando la rivoluzione cubana.

La Sierra Maestra era in gran parte terra di lavoratori rurali nullatenenti, che rappresentavano il triplo dei proprietari terrieri. A quel tempo, il 60% della popolazione cubana era rurale e il 40% urbana. I partecipanti alla guerriglia instaurarono rapporti con gli agricoltori, costruendo scuole per insegnar loro a leggere e scrivere. Il movimento crebbe di forza, numero ed organizzazione. I contadini componevano tra l’84 e il 90% dell’esercito ribelle.

I ribelli della Sierra Maestra rappresentavano l’ala militare del Movimento 26 Luglio. Ma mentre le battaglie venivano combattute nella Sierra per prendere possesso delle rimanenti roccaforti, nelle città gli organizzatori del movimento creavano distrazioni come per esempio far saltare le reti elettriche.

L’esercito di civili nelle città sfidava il governo di Batista con scioperi, sabotaggi, attività clandestine e rivolte diversive.



Nel 1958, i possedimenti statunitensi a Cuba arrivarono a superare la decina di miliardi di dollari odierni. Batista intraprese una forte relazione con la mafia americana e annullò le tasse per gli investitori statunitensi che aprivano casinò sull’isola. L’esercito USA schierato a Cuba uccise tra i 4000 ed i 20000 cubani. Si espansero i commerci di droghe e le violazioni dei diritti umani e il tasso di alfabetizzazione si stabilì intorno al 60%.

Nel 1959, circa novemila guerriglieri riuscirono nella presa delle città di Santa Clara, Cienfuegos, Santiago di Cuba e l’Avana, costringendo Batista a rifugiarsi nella Repubblica Dominicana e inaugurando il nuovo governo di Fidel Castro.

 

Parte terza

La rivoluzione provoca l'intervento Yankee

-I principali cambi strutturali

Il Movimento 26 Luglio riuscì a cacciare dal paese Batista nel 1959.

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